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SVEVO – “LA COSCIENZA DI ZENO” – Riassunto dei 6 capitoli

14 Maggio 2008

CAPITOLO 1 – Il fumo
Zeno inizia a fumare per rivaleggiare con il padre, con il quale non ha mai avuto buoni rapporti. Una malattia alle vie respiratorie lo convince a smettere, ma lo obbliga a passare il resto della sua vita a fumare "l’ultima sigaretta". Invano è il tentativo di chiedere aiuto ad una clinica specializzata, in quanto fugge da quest’ultima il giorno seguente, dopo aver cercato di corrompere un’infermiera. Zeno in questa situazione pone il fumo come causa stessa del suo male congenito, e pertanto cerca di sbarazzarsene: ma la paura che, smettendo di fumare, il suo malessere non gli passi ugualmente, lo obbliga a fingere di voler smettere.
CAPITOLO 2 – La morte di mio padre
Il capitolo inizia con la descrizione del genitore ormai defunto, seguito dalla narrazione degli eventi dell’ultimo giorno di vita del padre. Già dal risveglio Zeno comprende che il padre è malato e prossimo alla morte, e decide pertanto di rivelargli i suoi sentimenti in un ultimo colloquio di addio. Ma, a causa del delirio e dell’incoscienza del padre, Zeno non riesce a comunicargli i suoi veri sentimenti: in questo riesce invece il padre, che, al momento della morte, alza la mano "alta alta" e dà uno schiaffo al figlio. Tutti i dottori e psichiatri cui si rivolge Zeno parlano di riflesso meccanico, ma il ricordo di quello schiaffo terrorizza Zeno. La scomparsa del padre rappresenta, infatti, la scomparsa dell’antagonista concreto col quale misurarsi per mettere in luce le proprie capacità. Dall’altra parte il rimorso per la mancata confessione viene interpretato da Zeno come un ulteriore rincaro alla sua malattia.
CAPITOLO 3 – La storia del mio matrimonio
Per affari, Zeno viene a conoscenza del sig. Malfenti, del quale conosce le sue quattro figlie. Zeno corteggia Ada, la più bella, però si comporta piuttosto goffamente, e viene pertanto da lei respinto. Dopo un inutile tentativo di colloquio con la sig.ra Malfenti, che causa il momentaneo allontanamento del protagonista dalla casa del collega, Zeno incontra l’amata con Guido Speier, futuro rivale in amore. Durante una seduta spiritica notturna in casa Malfenti, Zeno si dichiara a colei che crede Ada, ma che invece è Augusta, la più brutta; il mancamento del protagonista fa sì che il tavolino si muova, strabiliando i partecipanti. Zeno è dunque costretto a sposare Augusta, dalla quale è amato, perché è incapace di ammettere lo sbaglio. Zeno si sente vittima del caso, che gli impedisce di sposare la donna amata, costringendolo a unirsi a quella reputata più "brutta".
CAPITOLO 4 – La moglie e l’amante
Dopo i primi tempi di matrimonio, Zeno si accorge, inaspettatamente, di amare Augusta; questa piacevole situazione dura fino a quando Zeno rivede un suo vecchio compagno di università, Copler, il quale lo invita a dedicarsi con lui alla beneficenza, e più precisamente ad apportare un aiuto economico a Carla, una giovanissima cantante. Quando Copler invita Zeno a giudicare il canto di Carla, egli comincia a desiderarla e a confortarla nei momenti di sconforto finchè diventa la sua amante. Per aiutarla, Zeno assume per l’amante un maestro di canto, del quale però Carla si innamora, fino a lasciare Zeno, che cade in una profonda desolazione. Nel racconto della sua avventura, Zeno oscilla tra l’atteggiamento di aperta confessione e la ricerca di una giustificazione qualsiasi. Mentre si confessa, egli appare agli altri innocente e puro, mentre in se stesso attribuisce la colpa dell’adulterio alla moglie che, pensa, non lo ami più: tale colpa gli si configura come un avanzamento della malattia.
CAPITOLO 5 – Storia di un’associazione commerciale
Quando Guido, divenuto il marito di Ada, decide di mettersi in affari, coinvolge Zeno ed assume una segretaria, Carmen. Su consiglio di alcuni affaristi inglesi, compra del solfato di rame, che rivende subito, contraendo una grave perdita. Nel frattempo Ada dà alla luce due gemelli, e, siccome viene colta da una malattia che la fa progressivamente imbruttire, viene tradita dal Guido, che diventa l’amante di Carmen. Quando l’"affarista" decide di proseguire la sua attività fallimentare, sia Ada che Augusta si preoccupano non poco per la situazione, considerando cheZeno ha prestato una grossa somma di denaro a Guido. Non sapendo cosa fare, Guido attua una subdola strategia che lo aveva portato precedentemente al successo: finge di essere sul punto di morte per destare attenzione e affetto, ingerendo un potente sonnifero, il Veronal, che, siccome viene assunto in dosi elevate, lo porta davvero alla morte. Zeno comincia quindi a lavorare al posto di Guido, anche se sbaglia feretro a quello che crede il suo funerale. Di fronte alla disgrazia capitata al cognato, Zeno riflette sull’originalità della vita: ricordando, infatti, di quando, da piccolo si interrogava se fosse stato "buono" o "cattivo", deduce che la vita non è né bella né brutta, ma originale.
CAPITOLO 6 – Psico-analisi
Nell’ultimo capitolo, Zeno riconosce che il Dottor S. non lo aveva guarito affatto, e decide di farsi curare da "un medico vero, di quelli che esaminano il corpo quando si ammala". Dalle analisi Zeno è in perfetta salute. Le vicende si legano ora allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, in quanto la villa della famiglia di Zeno si trova proprio al confine tra Austria e Italia. Siccome ne viene impedito l’accesso, la villa deve essere abbandonata, e la famiglia deve trasferirsi a Trieste. Zeno conclude che la guerra lo ha fatto guarire dalla sua perenne malattia di uomo inetto. La guerra è pertanto un terribile strumento di cura, non solo per Zeno, ma anche per la società "malata" del suo tempo: il pessimismo sveviano assume quindi dimensioni cosmiche.

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